Reportage: The Dog Meat Trade

Cody and Giselle are two vegan travel lovers and animal rights activists making their way around the globe volunteering at animal shelters and sanctuaries along the way. They hope to open minds, encourage free thought and start conversations about the state of animals around the world today. 

Text and photos by Cody Kuchirka & Giselle Correia
Edited by Chiara Costantino

[traduzione in italiano in basso]

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Sunday, July 29th, 2012

Cody, myself, and 10 other volunteers took a 14 hour ride from Chiang Mai, to Naakhon Phanom, a north-eastern province of Thailand, to help with the over 2000 dogs that were just recently rescued from the illegal dog meat trade.

Every year an estimated 25 million dogs are killed for food in Asia and South East Asia.
Thousands of dogs are stolen from the streets of Thailand, and shipped to Vietnam for slaughter. Some dogs are even stolen from Buddhist temples and loving owners. commercial dog meat production is extremely cruel. The dogs suffer at every stage, from farming, to transport, to sale and slaughter.
The dogs are starved, beaten bloody, skinned, and boiled alive as it is believed that the meat is tastier when the animal suffers due to the adrenaline released in the body.

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Needless to say our experience was extremely emotional and unlike anything we had ever seen.
We arrived tired and dazed after our 14 hour ride only having an hour to wash up in our hotel.
It was a rainy miserable day when we showed up at the government facility that was holding the dogs.
We were quickly briefed about protocol-wear rubber gloves and masks when necessary, separate the males from the females, check for any infections, wounds or illness of any kind, and if found bring the dogs into the clinic for treatment and dispension of medication.

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 We had our job cut out for us. We were at the facility for over 8 hours. There were so many dogs in need of attention, care, and love my head was spinning. The sadness and depression took over me and I had to step out for a while to gather myself.

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Outside of the enclosures there were several empty cages stacked on top of each other and we were informed that 10 dogs were stuffed into each cage when they were found. If they had not been found, some would have very likely suffocated and died had they reached their destination in Vietnam.
Several dogs were infected with a virus called Parvo that if not quarantined immediately leads to certain death.
 Others were terrified and shaking in a corner, most likely hoping that they wouldn’t have to endure any more suffering. We did the best we could with what we had. We separated the males from the females so they could not mate, we treated several dogs for infected bite wounds, we hosed the place down to try to make it a little more liveable for them, we removed a few dogs that were found dead, and we gave them so much love, touch and attention.

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The suffering in which these dogs endured was so painful to see. And although it is no different than any other animal suffering, dogs hold a special place in millions of peoples hearts. There were several times that I had to hold back tears when meeting a dog eye to eye. I wanted to hug and love every single one and tell them that it would be ok, but I couldn’t. To this day we still don’t know what happened to those dogs. We know that several died from parvo virus, but what happened to the rest we just don’t know. The government facility could only keep them there for a certain amount of time, so chances are they were freed back on to the streets, and many were probably captured again for the dog meat trade.

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Although most people in Thailand look down on the dog meat trade, some people see it as a way to make ends meet.
The people involved in the dog meat trade are not heartless, hardened criminals. They are people who are trying to make a living to feed their families, and to them, this is a way to do so. It is easy to look down on these people and call them monsters, but to some, meat is meat, whether it comes from a dog, a pig, or a chicken. We don’t agree with any animal being killed for food, nor do we agree with the atrocious cruelty involved in the dog meat trade, and all other meat trades, but this kind of suffering is the harsh reality for not only dogs, but billions of other animals as well.
How do we attempt to end one meat trade but perpetrate and support another?

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(Images © Cody Kuchirka and Giselle Correia – http://mindfulwanderlust.com )

More on Dog Meat Trade and on Cody and Giselle’s work here

WARNING : The following video contains disturbing footage of animal cruelty. Unsuitable for children especially

If you don`t like us to post videos of violence towards animals, help us to stop the violence, not the video.

Make the connection.

***Traduzione Italiana***

 
di Chiara Costantino
 

 Cody e Giselle sono due appassionati viaggiatori vegani e attivisti per i diritti degli animali, vanno in giro per il mondo facendo i volontari nei rifugi per animali e nelle oasi protette che incontrano sul loro cammino. Sperano di far riflettere la gente, di incoraggiare il libero pensare e di dialogare sulla condizione degli animali nel mondo ai nostri giorni.

Domenica, 29 luglio, 2012

Io, Cody, e altri dieci volontari abbiamo coperto le 14 ore di viaggio da Chiang Mai a Naakhon Phanom, una provincia situata nel nordest della Tailandia, per dare una mano con gli oltre duemila cani che sono stati salvati da poco dal commercio illegale di carne di cane.

Ogni anno si stima che circa 25 milioni di cani siano uccisi in Asia e nel Sudest asiatico per diventare cibo.
Migliaia di cani vengono rapiti dalle strade della Tailandia, e portati in Vietnam per essere macellati. Alcuni cani sono persino sottratti ai templi buddisti e ai loro proprietari che se ne prendevano cura. La produzione commerciale di carne di cane è estremamente crudele. Il cane soffre in ogni sua fase, dall’allevamento, al trasporto, alla vendita e alla macellazione.
I cani sono tenuti alla fame, picchiati a sangue, scuoiati e bolliti vivi, dal momento che si pensa che la carne risulti più saporita se l’animale soffre, a causa dell’adrenalina rilasciata nel corpo.
É superfluo dire che la nostra esperienza è stata estremamente commovente e incomparabile con qualsiasi altra cosa abbiamo mai visto.
Siamo arrivati stanchi e sbalorditi dopo il nostro viaggio di 14 ore, avendo a disposizione solo un’ora per darci una lavata nel nostro hotel.
Era una giornata piovosa e deprimente quando ci siamo presentati alla struttura del governo, dov’erano detenuti i cani. Siamo stati informati rapidamente sui guanti di gomma e sulle maschere da indossare, secondo le regole, quando necessario, i maschi sono stati separati dalle femmine, sottoposti a controlli per eventuali infezioni, ferite o malattie di ogni genere, e se riscontrate, i cani sono stati portati in clinica per le cure e le medicazioni del caso.

Ci siamo ritagliati un compito. Eravamo nella struttura per oltre otto ore. C’erano così tanti cani che necessitavano di attenzioni, cure e amore, che la testa aveva preso a girarmi. La tristezza e la depressione stavano avendo la meglio su di me, e dovetti uscire per un po’, per cercare di rimettere insieme i pezzi.

Fuori dai recinti c’erano moltissime gabbie vuote, accatastate una sull’altra, e ci venne spiegato che dieci cani erano stipati in ogni gabbia, quando sono stati trovati. Se non fossero stati trovati, è probabile che qualcuno sarebbe morto soffocato prima di raggiungere la loro destinazione in Vietnam.
Diversi cani erano affetti da un virus chiamato Parvovirus, se non fossero stati messi subito in quarantena questo li avrebbe condotti di lì a breve a morte certa.
Altri erano terrorizzati e tremavano in un angolo, probabilmente sperando di non dover sopportare più altre sofferenze.
Abbiamo fatto del nostro meglio con ciò che avevamo a disposizione. Abbiamo separato i maschi dalle femmine, in modo che non potessero accoppiarsi, abbiamo curato molti cani per ferite da morso infette, abbiamo annaffiato il posto per cercare di renderlo un po’ più vivibile per loro, abbiamo rimosso i cadaveri di alcuni cani trovati morti, e abbiamo dato agli altri così tanto amore, contatto e attenzioni.
Le sofferenze che questi cani avevano patito erano così penose da vedere. E sebbene non siano diverse da quelle di nessun altro animale che soffre, i cani occupano un posto speciale nel cuore di milioni di persone. Ci sono stati vari momenti in cui ho dovuto trattenere le lacrime, quando guardavo un cane negli occhi. Volevo abbracciare e amare ognuno di loro e dirgli che sarebbe andato tutto bene, ma non potevo. A oggi, ancora non sappiamo cosa sia accaduto a quei cani. Sappiamo che molti sono morti a causa del Parvovirus, ma cosa sia successo al resto non ci è dato sapere. La struttura del governo poteva custodirli solo per un breve lasso di tempo, così le possibilità sono che siano stati liberati per le strade, e che molti probabilmente siano stati catturati di nuovo per il commercio di carne di cane.

Nonostante molte persone in Tailandia guardino con sospetto al commercio di carne di cane, alcune lo considerano un modo per sbarcare il lunario. Le persone impiegate nel commercio di carne di cane non sono criminali crudeli e incalliti. Sono persone che cercano di sopravvivere, per sfamare le proprie famiglie, e per loro questo è uno dei tanti modi di farlo.
É facile giudicare queste persone e chiamarle mostri, ma per alcuni la carne è carne, non importa se proviene da un cane, da un maiale o da un pollo. Non siamo d’accordo con l’uccisione di alcun animale per ricavarne cibo, né siamo d’accordo con l’atroce crudeltà implicata nel commercio di carne di cane, ma questo genere di sofferenza è la dura realtà non solo per cani, ma allo stesso modo per bilioni di altri animali.
Come possiamo tentare di porre fine a un commercio di carne, ma perpetrarne e appoggiarne un altro?

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The following video is not related to Fluster Magazine and out of our control
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