Showcase: Andrea Torelli

Andrea Torelli, fotografo e trentino anomalo, come lui stesso ama definirsi. “Sento la necessità di confrontarmi in nuove sfide stimolanti quindi girare l’Italia e il mondo per ogni tanto tornare a casa e bere l’acqua buona. Ora mi dedico alla fotografia a tempo pieno, in passato ho anche lavorato in palestra e cucinato.”    

Intervista di Lucia Ferrazzano

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Come ti sei avvicinato alla fotografia?

Mio padre me l’ha fatta scoprire, lui sviluppava e stampava in casa, mentre io vivo in un’epoca digitale e più comoda. Credo però che il mio breve passato analogico si possa vedere nelle mie scelte fotografiche. Un amico poi mi ha aperto altri orizzonti. L’evoluzione e l’involuzione in un fotografo sono fattori naturali, guardando i lavori nel tempo si possono notare molti cambiamenti ma anche molti punti fermi. Possono cambiare i gusti ma non la sensibilità. Un po’ come ascoltare la discografia di una band.

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Ricordi quale è stato il tuo primo scatto? E quando? 

Da bambino scattavo con un paio di 6×6 di mio padre, mi affascinava guardare dall’alto e vedere il mondo al contrario. La prima foto digitale invece dev’essere stato sicuramente un autoscatto nudo.

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Qual è la tua attrezzatura?

Prediligo visuali ampie e amo il risultato di focali 35mm, quindi ultimamente non la stacco più dal corpo. Inoltre ho sempre con me una vecchia analogica p&s 35mm e una bottiglia di vino rosso.

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Qual è l’artista  che maggiormente influenza i tuoi lavori?

Tra i fotografi, Juergen Teller non mi stufa mai

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Quante e quali sono i fattori che influenzano il tuo modo di scattare?

Due fattori: la quotidianità influenza sempre il mio modo di scattare, nel senso che propone nuove idee e impulsi. Non sono uno da studio e noiose pose standard, quelle le lascio ai ceramisti. Quindi mi sono fondamentali l’atmosfera che si crea con chi ho davanti e l’umore della giornata. Inoltre conoscere e collaborare con fotografi di vari settori (reportage, moda, eventi…) mi ha dato modo di rubare dei piccoli dettagli e modellarli nella mia testa per arricchire la mia tecnica.

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Nella maggior parte delle tue fotografie sono ritratte delle donne, come scegli i tuoi soggetti?

Fotografare donne è più facile: sono suggestive, sensuali, narcise. Recentemente sto ritraendo anche molti ragazzi, dopotutto sono narcisi anche loro. Generalmente non scelgo solo in base alla bellezza, mi interessa di più che chi ritraggo sia interessante, attivo, sexy.

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Molti dei tuoi scatti sono all’interno di abitazioni, é una scelta precisa o legata a delle necessità? 

E’ una scelta precisa: mi piace l’idea di ritrarre le persone nel loro habitat e al tempo stesso rivoluzionarlo. Uno dei momenti più stuzzicanti è frugare nel loro guardaroba e scegliere abbinamenti a cui non avrebbero mai pensato. Un altro dei segni caratterizzanti dei tuoi scatti é la luce. Utilizzi spesso luce artificiale e fondale naturale o poco illuminato. Nella mia testa esistono due emisferi: luce naturale (le mie origini, che porto avanti tutt’ora in maniera minore o concerti e scatti privati) e flash dritto nudo e crudo. Trovo più drammatico e provocante il risultato di ombre e colori dati dal flash montato direttamente sulla mia camera. Inoltre ti liscia la pelle.

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Come nasce un tuo scatto?

Se ne ho la possibilità incontro prima la persona e a seconda di cosa mi trasmette decido il mood degli scatti. Poi improvviso, mi muovo attorno al soggetto e sudo. 

Non parlo mai di nudo, ma mi piace la pelle e se c’è sintonia viene naturale. Voglio decidere io tutto, il risultato deve piacere prima a me e di conseguenza a chi ritraggo. Se poi trasmette qualcosa anche agli altri, meglio.

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Se potessi scegliere una collaborazione con un grande artista, con chi ti piacerebbe realizzarla?

Prince.

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Se dovessi scegliere una definizione per i tuoi lavori, come ti piacerebbe venissero definiti?

Stimolanti.

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Progetti per il futuro?

Conoscere gente, fare in modo che si piaccia fotografandola. Dopo diversi mesi passati in Indonesia ora mi metterò nuovamente in viaggio sperimentando due culture nuove per me e molto diverse tra loro.

 

More of Andrea’s work here

Comments
One Response to “Showcase: Andrea Torelli”
  1. L’ha ribloggato su luciaferrazzanoe ha commentato:
    Intervista ad Andrea Torelli

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